Tenuta di Arceno: Sangiovese e Cabernet anime Supertuscans

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Degustazione dell’azienda toscana che produce 3 linee di Chianti Classico Docg e 3 ottimi Supertuscan da varietà bordolesi

Tenuta di Arceno, tra campi, boschi e cipressi, è una delle più prestigiose aziende del Chianti Classico. Ci troviamo in Toscana, tra i fiumi Ambra e Ombrone, nell’omonima Arceno di Castelnuovo Berardenga, a pochi chilometri da Siena. Dal 1994 fa parte del blasonato gruppo vinicolo Jackson Family Wines e ha visto aumentare la qualità dei suoi vini grazie al lavoro di enologi come Pierre Seillan, vigneron francese, e Lawrence Cronin, winemaker italiano di origini nordamericane. Li abbiamo incontrati per un tasting in due atti: all’Acqua Roof Terrazza Molinari e al Ristorante Acquolina per l’abbinamento calice-piatto. Una degustazione abilmente condotta da Emanuele Pica head sommelier e dal resident chef Daniele Lippi.

Si inizia, con la Capasanta zafferano e midollo che è stata abbinata a Strada al Sasso Chianti Classico Riserva Docg 2010 e 2012, Sangiovese che fermenta in vasche di acciaio e affina in barrique per 10-12 mesi e 6 mesi in bottiglia. Un rosso intenso che apre al naso con profumi di prugne. Strutturato al palato, ha tannini persistenti e un finale speziato.

Il Tortello ripieno di Faraona con scaglie di tartufo nero accompagna il Valadorna Igt Toscana 2013 e Il Fauno di Arcanum Igt Toscana 2012. Questo vino deve il suo nome al Dio Romano della Natura. Taglio bordolese, base Merlot con aggiunta di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, proviene da vigneti con più esposizione solare e le sue uve maturano in anticipo. Il colore è intenso e sprigiona aromi di frutti rossi e toni floreali. I tannini sono morbidi e l’acidità lieve con note di liquirizia. È persistente e raffinato. Il Valadorna, blend basato sul Merlot, ha vigneti nella parte più fresca della tenuta, irrigati da un corso d’acqua che attraversa i terreni sabbiosi, dandogli mineralità e complessità. La maturazione è un po’ tardiva, da vigne con poca esposizione solare; le proporzioni sono 70% Merlot, 20% Cabernet Franc e 10% Cabernet Sauvignon, matura in barrique francesi, che gli donano un colore rosso scuro, aromi fruttati e erbacei e corpo. Vellutato con un tannino morbido ma deciso, ha un finale persistente.

Arcanum Igt Toscana 2011 e 2008 sono serviti insieme al Maialino di cinta senese, mela e castagna. Prodotto su base Cabernet Franc e assemblato a Merlot e Cabernet Sauvignon, proviene da un territorio con diversi microclimi e terreni con un’alternanza di suoli. Un vino da invecchiamento ma godibile da subito. Alla vista è rosso rubino, al naso offre note di violetta e lampone, con sentori speziati. In bocca è raffinato e persistente.

Notevole l’ultimo assaggio: La Muse 2008, dell’azienda Veritè, premiato 100/100 da Robert Parker. La cantina, situata nella Sonoma Valley in California, nasce dalla collaborazione tra Pierre Seillan e la famiglia Jackson. La Muse nasce con l’obiettivo di diventare il Petrus della costa Atlantica. Prodotto tra 82 e 92% con merlot insieme a Cabernet Franc e parte di Cabernet Sauvignon.

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