Tradizione e territorialità in un bicchiere di Villa Matilde

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La parola a Maria Ida Avallone, erede dell’azienda

Territorialità, autoctonia e piacere: tre capisaldi dell’impresa enologica Villa Matilde. Maria Ida Avallone e la sua famiglia portano avanti la passione del padre, che cinquanta anni fa volle riscoprire il plurimillenario Vinum Falernum, il vino degli imperatori romani. Un vino che vanta oltre tremila anni di storia, coltivato in un territorio magico come quello dell’Ager Falernum. La sua tipicità continua a stupire, conquistando persino i francesi.

“Costanza della qualità ripetibile nel tempo”

– Maria Ida Avallore-

Come ci racconta Maria Ida, il mantra dell’azienda è quello di produrre un prodotto identificativo del territorio, reinterpretando una storia magica rimasta fino ad oggi unica nel mondo vinicolo. Villa Matilde oggi riesce a produrre quattromilacinquecento bottiglie, è presente in ben ventinove paesi, dai mercati classici a quelli più temuti, come quello francese. Ma la singolarità di questa azienda è il fatto di essere legata in maniera viscerale alla terra: si è sempre portato avanti un discorso di lotta guidata ed integrata in rispetto dell’ambiente, del territorio e del consumatore, perché, sottolinea Maria Ida: “É fondamentale lasciare ai nostri figli quanto abbiamo ereditato dai nostri genitori, nel rispetto del territorio, nella non aggressività degli interventi chimici o sistemici nei confronti del territorio”. I vini hanno ottenuto una certificazione, la BRC, che va oltre all’accezione biologico: si mira a controllare e autocertificare tutte le fasi di allevamento e produzione dell’uva. Numerosi sono i progetti a cui l’azienda aderisce: Emissione 0, grazie al quale è possibile mettere in atto una serie di procedimenti e funzioni non essere dannose per il territorio: “Autoproduciamo energia elettrica e bottiglie esteticamente piacevoli, ma più leggere e meno inquinanti”; Italian Wine Research, dove si sperimenta non per innovare, ma per preservare la tradizione e per studiare come utilizzare al meglio le vigne per intervenire meno in cantina.

Chi beve questo vino può riscontrare nel bicchiere una tipicità unica, una lunga passione portata avanti da Maria Ida e la sua famiglia.

Valentina Forte

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