Una Passione in un Vitigno

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Parola a Daniele Longanesi, proprietario della cantina Bursôn

Boncellino, provincia di Ravenna, 1913. La storia di una famiglia e quella di una terra si fondano per formare una cosa sola. Stiamo parlando della famiglia storica Longanesi che ha salvato il vitigno autoctono a cui ha dato anche il nome. Oggi Daniele Longanesi continua l’opera nel nuovo millennio con la creazione dell’Azienda Agricola Daniele Longanesi.

Una storia intrigante che comincia ufficialmente nel 2004 con l’inaugurazione della cantina Bursôn. Come già detto il protagonista è il vino rosso autoctono “Bursôn”, vino corposo, ricco di polifenoli ed unico del suo genere. Come ci dice lo stesso Daniele, l’unicità del vitigno Longanesi è caratterizzata da una crescita in un terreno argilloso e pianeggiante, nebbioso e umido e, per finire, con un divario di temperature da -10°C a +40°C. Un adattamento unico ad un clima molto estremo. Oltre al rosso, la cantina Bursôn produce anche il bianco Rambëla, derivante dal vitigno “uva famoso”, sempre un autoctono. L’azienda ha sempre usato una bassissima tecnologia e si è sempre concentrata sull’esaltare le caratteristiche del vino, attraverso promozioni e degustazioni. “Bisogna sempre spingere e far conoscere gli autoctoni” ci dice Daniele, riconoscendo inoltre che l’azienda procede a piccoli passi, spinta dalla passione e la voglia di fare sempre meglio. I risultati si vedono, soprattutto dall’esportazione all’estero in paesi come Germania e Cina, ribadendo che “se saremo bravi a farlo conoscere, cresceremo ancora di più”.

Le piccole aziende vitivinicole camminano a piccoli passi di qualità e unicità, investendo sul territorio e riconoscendo che la competizione con grandi aziende sarebbe fallimentare se non si investisse sull’originalità. Questo è il progetto della famiglia Longanesi ed il cardine per produrre un vino di successo.

“Mi considero una piacevole anomalia”

– Daniele Longanesi –

Dan Munteanu

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