“Vale La Pena”: una birra per una seconda opportunità

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Il birrificio nasce nel 2014 dalla onlus Semi Di Libertà: al suo interno lavorano detenuti che grazie a questo progetto hanno la possibilità di reinserirsi in società

 

Quella di Ne Vale La Pena è una realtà sui generis nel panorama brassicolo. Nasce nel 2014 e affonda le radici nel sociale. In quella parte di società che la gente non vuole vedere. Al centro del progetto ci sono i carcerati, che la Onlus Semi Di Libertà, attraverso il suo lavoro, cerca di reinserire. Paolo Strano, presidente di quest’ultima, ci racconta la missione che sta portando avanti.

Per quale scopo nasce Ne Vale La Pena?

“Attraverso questo progetto cerchiamo di reinserire i carcerati nella società civile. In particolare lavoriamo per ridurre l’elemento recidivo, evitando che si creino le condizioni, che portano l’ex detenuto a delinquere di nuovo”.

In che modo ci riesce?

“Attraverso la formazione professionale dei detenuti. Imparando un mestiere, in questo caso nel settore brassicolo, il reinserimento è più facile. Purtroppo la capacità produttiva del nostro birrificio è ridotta perciò solo un numero esiguo di persone può lavorarci e portare a termine il percorso professionale che dura 6 mesi. Di recente, per dare uno sbocco al percorso, abbiamo aperto un punto vendita a Roma nel quale attualmente ci lavorano due detenuti”.

Quali sono stati i risultati dal 2014 ad oggi?

“È difficile dirlo perché solitamente si misurano nel medio lungo periodo. Alcuni sono tornati paesi di origine essendo stranieri, altri sappiamo che hanno trovato la loro strada, ma è ancora presto per affermarlo con certezza. Proprio per monitorare i risultati benefici del birrificio, e più in generale di progetti analoghi al nostro, stiamo promuovendo degli studi. Conoscere i numeri e le statistiche è fondamentale per dare seguito a quanto di buono si riesce a fare”.

Le birre prodotte sono di qualità?

“Assolutamente si. Molti tra i più importanti mastri birrai italiani hanno voluto collaborare con Ne Vale La Pena lavorando con noi, ed infatti il prodotto è buonissimo. Inoltre, coerentemente con l’etica del nostro progetto, facciamo scelte produttive il più possibile ecologiche e solidali. In particolare produciamo la RecuperAle, una birra fatta con il pane recuperato dai grandi eventi che, nonostante sia ottimo, spesso quando avanza viene buttato.”

 

Stefano Bellachioma

 

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