Vini Grosjean: passione e bellezza in cantina

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Quella di Hervè Grosjean, enologo di terza generazione, è stata la prima cantina valdostana a convertirsi al biologico, nel 2011. Nella riserva di famiglia la territorialità e la bellezza del paesaggio si abbinano sapientemente

 

Sullo sfondo le cime innevate delle Alpi, verdi ettari di vigneti e un profumo di frutti rossi, tipico dei vini di montagna che narrano una storia iniziata nel lontano 1781, quando gli avi di Hervè Grosjean scendevano a valle per rifornirsi di vino e castagne per affrontare il rigido inverno. La produzione inizia solo nel 1968, anno in cui nonno Dauphin imbottiglia il suo primo vino alla seconda Exposition des Vins du Val d’Aoste, riscuotendo quel successo grazia al quale nel 2000 si è costruita una cantina più grande.

Qual è la vostra filosofia di produzione e che stile hanno i vostri vini?

“La nostra filosofia è la nostra forza, ed è la gestione familiare: io rappresento la terza generazione. Conoscere i diversi territori dei nostri vigneti e gestirlo tutto l’anno: questo è l’essenziale per creare un vino biologico di qualità. Crediamo molto nella fertilità del terreno: il vino si fa in vigna e necessita di uno suolo equilibrato atto a rispondere agli stress climatici. Stessa filosofia in cantina, col controllo dell’uomo sulla fermentazione alcolica e  sulle varie trasformazioni che avvengono in cantina è importante tenerli sottocchio cercando di utilizzare solo in minima parte di chimica.”

Una location incantata dove producete vini interamente biologici: quale aspetto viene più apprezzato dai clienti?

“Fino a pochi anni fa, sfortunatamente, non avevamo la location che abbiamo oggi. Abbiamo sempre cercato di farci conoscere in primis per i nostri prodotti, ma sicuramente, fare del buon vino e non avere una bellissima location non accontenterà il cliente. Con la costruzione della nuova cantina siamo stati in grado di dare un’ottima accoglienza.”

Che tipo di emozioni trasmettete con la vostra location ai wine lovers?

“Accogliamo i clienti facendogli assaporare il vino assieme a qualche prodotto del nostro territorio. Partiamo dal vigneto Rovettaz per poi passeggiare a piedi al fine di apprezzare il paesaggio. Continuiamo in cantina nello spiegare i processi di vinificazione e poi infine la degustazione dei nostri vini, molte volte facciamo assaporare ai nostri clienti una bottiglia datata, per fargli comprendere il potenziale del vino valdostano.”

Quale vino da voi prodotto si abbina e descrive meglio il paesaggio che vi circonda?

“Potrei dirle tanti nomi, ma sono legato a una varietà, che poi è quello che mi ha avvicinato al mondo viticolo: il Cornalin DOC ,varietà autoctona locale riscoperta recentemente a causa della difficoltà di coltivazione. Vino tipico della montagna, non ha un corpo eccessivo, sprigiona un profumo di frutti rossi. Per il nostro 50ennale della famiglia Grosjean usciremo con un Cornalin DOC invecchiato di dieci anni, per il quale un pittore valdostano, Ezio Bordet, ha dipito un’etichetta apposita…questo in realtà è una piccola anteprima che vi ho detto!”

Valentina Forte

 

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