Vini Scirto, una vendemmia d’amore

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Insieme da sedici anni, Giuseppe e Valeria pensano e lavorano sempre l’uno al fianco dell’altra. Nella loro vigna alle pendici dell’Etna si fa una selezione manuale dei grappoli, sperimentando anche tecniche sostenibili in cantina

 

E’ il 18 agosto 2018 e sono le otto del mattino. Strano parlarne ora, ad inverno inoltrato, ricordando un giorno caldissimo e di pieno sole, specie alle pendici dell’Etna. Giuseppe non ci fa caso: è abituato. Ora deve solo pensare ad alzarsi dal letto. Valeria, a quell’ora, invece, è in piena attività di preparativi. Oggi non vanno in vigna, oggi si sposano. Le ore del mattino scorrono inesorabili, la tensione è alle stelle. Sono 16 anni che Giuseppe e Valeria stanno insieme e il loro matrimonio sarà celebrato in una piccola chiesetta a ridosso della nuova vigna presa in affitto a Montelaguardia, a Randazzo. Nuova vigna, vecchio progetto senza soluzione di continuità. Nelle cantine del ristorante Parco Statella si stanno rinfrescando oltre 300 vini, tra Vini Scirto della produzione degli sposi e le altre etichette etnee, regalo di amici produttori. Ma è il Don Pippinu che occupa il posto d’onore nella sfilata: rappresenta un inizio e un arrivo, un progetto di vita comune che non ammette scadenza. Era un picciarello Giuseppe, quando suo nonno, Don Pippinu, lo portava d’estate nella vigna. Una volta cresciuto, il ragazzo, ormai uomo, si riscopre avvezzo nel prendersi cura degli alberelli secolari nelle due contrade. Non è stato difficile per Valeria entrare in questo scenario. Innamorata di Giuseppe, con gli studi umanistico-linguistici appena conclusi, si è fatta sedurre dalla poesia del luogo e del linguaggio incantatore del vino in men che non si dica.  Da allora, Giuseppe e Valeria, nel loro piccolo, fanno cose grandi sempre l’uno a fianco dell’altro: con tanta tenacia e amore si dedicano alla cura delle piante, non permettendo a diserbanti o pesticidi di entrare in vigna, fanno un’attenta selezione manuale dei grappoli, sperimentando tecniche sostenibili in cantina. Il Carricante Don Pippinu e l’Etna Rosso A’ Culonna, vissuti dai ragazzi come una grande prova imprenditoriale, quella che trasforma la passione in azione e i sogni nella realtà, sono stati subito (2010) consacrati come le migliori espressioni del terroir etneo, segnando il loro futuro di autoctoni vigneri della Muntagna. Dall’esperienza rodata nel 2013 esce anche il Don Pippinu rosso e nel 2017 un avvincente rosato All’Antica.

Festa del matrimonio all’aperto, un po’ di tensione fino all’ultimo. Fino all’ultimo acino anche in vigna, da portare sano in cantina in vendemmia. Vini bagnati, vini fortunati? Chissà. Li cercheremo nei migliori ristoranti d’Italia, in loro cercheremo Giuseppe e Valeria, l’Etna, l’agosto piovoso, Don Pippinu e i suoi paesani in piazza dell’A Culonna.

 

Neonila Siles

 

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