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Arte moderna e innovazione della tradizione si incontrano nella cucina del ristorante Amistà a Verona

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L’esperienza di mangiare piatti della tradizione veronese in una galleria d’arte contemporanea al Byblos Art Hotel

Siamo a Verona, una delle città d’arte simbolo del nostro Paese, ma anche un luogo di profonda tradizione enogastronomica. Tra le sue ricche colline nel cuore della Valpolicella, c’è una villa storica del tardo ‘500 oggi divenuta hotel di lusso, il Byblos Art Hotel a cinque stelle, che del raffinato connubio tra esperienza artistica e culinaria ne ha fatto un autentico vessillo. Il Byblos oltre a custodire una collezione privata con più di millecinquecento opere d’arte moderna e contemporanea, ospita nelle sue stanze, che nulla hanno da invidiare a quelle museali,  un ristorante d’eccezione guidato dal giovane chef Mattia Bianchi che lavora costantemente da tre anni sulla tradizione gastronomica veronese e la sua innovazione. Abbiamo parlato con il general manager del Byblos Art Hotel, Luigi Leardini, per approfondire i gusti, le raffinatezze e le bellezze artistiche di questo luogo.

Arte e ristorazione, come si traduce questo binomio nelle sale del Ristorante Amistà?

Da noi è possibile gustare una cena di altissima qualità circondati da opere d’arte moderna e contemporanea. Mi riferisco a nomi di fama internazionale come Fontana, Pomodoro, Robert Indiana o Mimmo Rotella. Un vero e proprio museo nel ristorante, o viceversa se vogliamo. Sono due mondi connessi e che, vicendevolmente, arricchiscono modernità e contemporaneità nell’arte all’interno di una villa storica veronese. 

Questa commistione tra ricerca, sperimentazione e tradizione è presente anche nel vostro menù e nelle vostre portate gastronomiche?

Mattia Bianchi, il nostro chef, è un giovane talento che conosce perfettamente la tradizione locale e per questo sa come portare una ricetta nel campo dell’innovazione. Due piatti su tutti: gli gnocchi di Fioreta di malga con cedro, scampi e salsa di foie gras e l’agnello di Brogna con cipolla rossa di Bassano e spugnole. Partendo da due ingredienti caratteristici delle nostre terre lo chef ha costruito due piatti estremamente artistici e moderni. Inoltre la Valpolicella è famosa in tutto il mondo per la sua produzione vinicola. Ovviamente, la nostra carta dei vini contiene circa trecentocinquanta etichette differenti, moltissime sono locali, ma il principe rimarrà sempre l’amato Amarone.

Se doveste scegliere una parola chiave per descrivere l’esperienza al ristorante Amistà, quale scegliereste?

Sorpresa. Con il nostro lavoro vogliamo sorprendere i nostri ospiti e fargli vivere un momento singolare, un percorso artistico e gastronomico, spesso difficile da scindere.

Ecco, cosa accomuna gli amanti dell’alta cucina con gli amanti dell’arte?

Chi ama la buona cucina ama anche l’arte, indubbiamente. Ma alla base c’è la condivisione che accomuna il cibo e l’opera d’arte perché entrambe le cose nascono con l’intento di essere godute, raccontate e vissute da più persone.

Dove arriverà in futuro il Ristorante Amistà?

Noi, speriamo, nel firmamento della Rossa Michelin

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