Cibo di Mezzo, quando il vicino non è competitor ma alleato

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Come il virtuoso progetto che promuove la ristorazione e le eccellenze enogastronomiche locali continuerà a comunicare il proprio territorio tra il lago di Garda, Brescia e la Franciacorta

Nel bresciano tra le spettacolari sponde del lago di Garda e del lago d’Iseo, un gruppo di ristoratori ha deciso di unire le forze per diffondere urbi et orbi una sana cultura del cibo. Per realizzare questo nobile progetto sono stati contattati alcuni fra i più importanti produttori della zona, con lo scopo di creare un circolo virtuoso che possa portare vantaggi a entrambe le categorie e, ovviamente, rivolgersi al consumatore finale, in questo caso il cliente. Il risultato di questa comune visione si chiama Cibo di Mezzo, un credo che a oggi è alimentato da ben 14 ristoratori e oltre 40 produttori del territorio. “Il progetto – ci racconta Stefano Cerveni, eclettico chef e patron del ristorante stellato Due Colombe – è nato tre anni fa con un obiettivo utopico e forse anacronistico, quello di creare una rete di sostegno tra produttori e ristoratori di un certo livello che hanno come mission la qualità senza compromessi; in questo modo si cerca di valorizzare sia il lavoro del produttore che quello del ristoratore”. 

“Da qualche tempo – aggiunge Paolo Maioli, coordinatore e responsabile del digital marketing – mi ero reso conto che il settore food aveva una buona potenzialità di crescita rispetto all’utilizzo di tecnologie e tecniche marketing. Da questo spunto nasce l’idea di aggregare un gruppo di ristoratori per un progetto che ha ripercussioni territoriali ma anche una forte valenza a carattere comunicativo, con la possibilità di mettere in campo azioni corali supportate da tutti i ristoranti. Ho deciso di prendere contatto con una serie di ristoratori del bresciano esponendo le mie idee e quelle che potevano essere le possibilità progettuali. La nostra è una attività di discovery e selezione dei prodotti che viene portata avanti costantemente”.

Questa forte sinergia fra produttori e ristoratori sfocia in una formula decisamente vincente volta alla valorizzazione di un territorio costellato da materie prime di elevata qualità e punta al soddisfacimento del cliente che grazie a menu a prezzi fissi, disponibili solo su prenotazione, ha l’opportunità di gustare lo stesso prodotto cucinato in maniera differente per mano di vari chef. Oltre a ciò, vi è anche la possibilità di conoscere tutta la filiera e di acquistare i prodotti in maniera agevolata. Paolo Maioli ci racconta che “Un blocco di prodotti selezionati vengono utilizzati, in maniera controllata attraverso una formula che ci siamo dati durante due periodi, uno primaverile e uno autunnale, chiamati Menu Cibo di Mezzo. In questo lasso di tempo i ristoranti sono chiamati a proporre un percorso utilizzando questi prodotti secondo modalità che abbiamo precedentemente concordato. Il progetto nasce, infatti, per una visione condivisa ma anche per valorizzare le singole realtà: data una materia prima comune, ci si affida alla tecnica e alla fantasia degli chef per arrivare a risultati diversi. I clienti comprendono questa grande occasione e durante questo periodo gli avventori decidono solitamente di testare la cucina di almeno due o tre differenti locali. A causa del coronavirus il Menu di primavera 2020 è stato ovviamente annullato. Speriamo di poter proporre il Menu d’autunno con tutte le rivisitazioni del caso”.

Proprio per colpa della pandemia e delle norme adottate, i locali del circuito si sono attrezzati con consegne a domicilio volte a far rimanere i ristoranti sulla bocca e nel cuore della propria clientela. “Noi del Due Colombe – spiega Stefano Cerveni – stiamo cercando di reinventarci come abbiamo sempre fatto. Il ristorante, essendo nato come osteria ai tempi di mia nonna, ha sempre messo al primo posto il cliente cercando di trasmettere la qualità attraverso i piatti ma anche nel servizio; questa caratteristica ho cercato di riportarla nel delivery facendo in modo che l’ospite si possa divertire assemblando gli ingredienti del piatto grazie ad alcune nostre simpatiche istruzioni. Fondamentale è anche il discorso della consegna: sono io in persona che, insieme a mia moglie, vado da lui portando pietanze, sorriso e gratitudine per il sostegno”.

Il progetto Cibo di Mezzo ha ovviamente subìto un prevedibile rallentamento, ma se nella pratica c’è stata una frenata, la visione comune e gli obiettivi restano comunque ben chiari nella mente di questo gruppo forte, coeso e pronto addirittura ad allargarsi. “C’è stato un attimo di riflessione da parte di tutti – ammette Paolo Maioli – ma la mia idea è quella di rifare insieme il punto e capire quali sono le possibilità; l’obiettivo è tenere momentaneamente coinvolti i ristoranti e quindi i produttori con delivery e take away con la speranza che in autunno si possa ripartire con un menu che a me piacerebbe definire della rinascita. Sarebbe, inoltre, importante per il bresciano che questa nostra idea di Menu non fosse accolta solo dai locali di Cibo di Mezzo ma anche da altre realtà così da farci promotori di un movimento di riscoperta del cibo e del territorio. Per il futuro c’è bisogno di allargare la forbice, anche implementando il gruppo con locali di fascia leggermente inferiore ma che rispondano a criteri di qualità ed eccellenza. Tra le azioni da mettere in campo quella di dare più risalto e importanza al territorio, evitando di comprare prodotti da fuori”.

I ristoranti di Cibo di Mezzo:

-Saur, Orzinuovi (Bs)

-Esplanade, Desenzano del Garda (Bs)

-Aquariva, Padenghe sul Garda (Bs)

-Due Colombe, Borgonato, Cortefranca (Bs)

-La Lepre, Desenzano del Garda (Bs)

-Casa Leali, Puegnago sul Garda (Bs)

-Carlo Magno, Collebeato (Bs)

-La Speranzina, Sirmione (Bs)

-Gaudio, Barbariga (Bs)

-Rose, Salò (Bs)

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