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Delivery e Uomo delle Stelle: quanti superano la prova?

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Orfano di stelle, le ho ordinate a casa (e sono arrivate calde)

Sono momenti difficili per la ristorazione, ma non pensate che l’Uomo delle Stelle se la passi meglio. Purtroppo la grande ristorazione italiana è scolpita in una materia impalpabile che va oltre il piatto, l’esperienza riguarda in primo luogo il servizio, l’attenzione verso il cliente, la tensione verso un’ospitalità più o meno spinta, è fatta di colori, suoni, musica, che non può essere riprodotta a casa. Anche i piatti devono essere ripensati nei menu delivery, sia nell’impiattamento che nella scelta: posso anche ricrearli nella mia cucina, ma non credo di poter neanche lontanamente emulare uno chef stellato. Io sono abituato a stare dall’altro lato del tavolo, quello in cui ci si siede e si assapora.

Quindi immaginate il mio scorno quando mi è stato comunicato che la ristorazione chiudeva per cena. E che molti dei ristoranti che avevo in programma di visitare, qui in Italia ma anche all’estero, erano chiusi anche a pranzo o, peggio ancora, hanno chiuso i battenti. Ma devo dire che mi sono ricreduto: anche gli stellati si sono adattati a questo repentino cambiamento e non mi dispiace l’idea di assaporare ogni sera una cucina (stellata) al mio desco casalingo. Come immaginate ho accumulato negli anni tutta la posateria e gli strumenti del mestiere, da far invidia a un ristorante di alto livello. Pecco sul servizio, ma mi promuovo. Sono così esigente anche con me stesso nella mise en place, che guarderò con simpatia il prossimo maitre sbadato quando tornerò per ristoranti. Mi fregio di aver provato, da quando hanno chiuso i fuochi alla sera, tutti i ristoranti stellati che fanno delivery (e coprono tutta Italia): ecco le mie cene preferite.

Mi sono precipitato a ordinare il panino col baccalà e quello con gricia e cicoria di Adriano Baldassarre, mi hanno stregato. La sua trattoria L’Avvolgibile sembra una trattoria capitolina degli anni ’70, ma il cibo mi ha emozionato. Forse non potrò tornare al ristorante Duomo di Ragusa Ibla almeno fino a fine mese, quando Ciccio Sultano dovrebbe riaprire i battenti, ma nel frattempo mi consolo con il suo shop ricco di prelibatezze: olio evo dei Monti Iblei, formaggio ragusano e altri prodotti da dispensa. E poi mi sono anche messo a cucinare, con il kit per fare la famosa pasta Turiddu o quella di pasta e buzzonaglia di Tonno Testa. Il delivery di Carlo Cracco sta andando alla grande, e lo capisco: dal vitello tonnato al riso al salto e ragù di verdure, lo chef vicentino ha anche una nutrita bottega online in cui è possibile acquistare i migliori prodotti che utilizza in cucina, tra cui un nuovo amaro studiato appositamente da lui. Io lo trovo indimenticabile: è il delivery di Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola, che quest’anno compie 50 anni di attività. Amo in particolare il suo must, l’ Uovo in Raviolo. E a pranzo e nel weekend ho provato il Menù dei 50 anni, un vero e proprio percorso tra i piatti che hanno fatto la storia del ristorante, dallo chef Nino Bergese, a Valentino Marcattilii fino a Massimiliano Mascia.

Mi sembra di essere nel Polesine quando provo, rigorosamente nelle mie mura, il rinomato culatello di Zibello, il salame “Spigarolino” e le tipiche coppe parmensi dello chef Massimo Spigaroli e del fratello Luciano de l’Antica Corte Pallavicina. Siamo sempre in Emilia Romagna con le delizie in barattoli di design, panettoni gastronomici e lievitati d’autore che produce a Modena Luca Marchini, presidente dei JRE d’Italia nel suo l’Erba del Re. Non ho resistito al fascino del godurioso Imbuto Box, il menu a 5 portate dell’ecclettico chef Cristiano Tomei di Lucca, si può scegliere tra carne, pesce, vegetariano, vegano oppure onnivoro. 8pus è la nuova dark kitchen e il progetto tutto dedicato al delivery dello chef Giuseppe Iannotti del Kresios, con consegna in tutta italia sia di box con menu tematici e da cucinare al momento, tutte dedicate ai piatti di mare. Tante le ricette creative che fondono il sushi con la cucina siciliana più verace: lo propone Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria, in provincia di Palermo. Nella sua carriera ha cucinato per personalità come Bill Gates, il Dalai Lama, il principe Harry, Charlize Theron, Rania di Giordania, i reali di Danimarca e Sean Penn. All’altezza anche dell’Uomo delle Stelle, quindi. 

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