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Dolomieu, il sentiero gastronomico dello chef Davide Rangoni

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Sulle Dolomiti la cucina stellata ad alta quota di Dolomieu racchiude l’essenza dello spirito di montagna 

Pochi tavoli d’alta cucina sulle vette di Madonna di Campiglio e dei piatti che raggiungono cime ancora più alte grazie allo chef  Davide Rangoni del ristorante gourmet Dolomieu.

A Madonna di Campiglio, una piccola località turistica della provincia di Trento situata a 1550 m di altezza nota per le sue piste da sci, i laghi, le vallette e i ruscelli, i turisti non mancano mai, sia d’estate che d’inverno.

A ospitarlo è il DV Chalet, un boutique hotel, una bomboniera con 20 camere dallo stile contemporaneo ma completamente in linea con la tradizione e il luogo.

Il Dolomieu è la la punta di diamante dell’hotel, sintesi di passione, ricerca e ospitalità. Le sue pareti completamente rivestite in legno di rovere, e la stufa a olle, rappresentano al meglio l’idea di charme ed eleganza degli chalet di montagna. 

Con soli cinque tavoli racchiude l’essenza dello spirito di montagna in un’atmosfera intima ed esclusiva.

L’executive chef Davide Rangoni ha ideato un menu basato su materie prime di grande qualità del territorio e suggestioni personali che rendono il pasto una vera e propria esperienza sensoriale.

“Credo che nei piatti riesco ad esprimere quello che a me piace veramente delle Dolomiti. Sono arrivato qui a fine 2018, la primavera 2019 mi ha fatto scoprire questo territorio grazie all’esplorazione delle Dolomiti anche ad alta quota con guide alpine, per capire cosa c’era oltre la parte turistica”.

“In quota quasi 3000 metri mi è venuta l’idea del menu degustazione Gli orizzonti inserendo ingredienti  tipici delle Dolomiti. Ho iniziato così anche il servizio del nostro amuse bouche sul sasso dolomitico (pietra dolomia)”. 

La cucina di chef Rangoni racconta la bellezza di un territorio ricco di materie prime, con una ricerca quotidiana che è dialogo con i migliori produttori e indagine sui sapori della tradizione da rielaborare in una chiave personale e contemporanea.

“Girando nel territorio ho conosciuto esperti che mi hanno fatto capire cosa fosse l’aglio della regina, la barbana, l’erba coniglio, l’erba lepre, piante che si trovano soprattutto in estate ma che io metto in conserva per averle anche in inverno”.

Sulle Dolomiti lo chef ha scoperto il piacere di ricercare personalmente le migliori erbe per valorizzare la sua proposta gastronomica.

“Da amante della montagna, ho trovato un modo ancora più autentico per vivere in  contatto con il territorio e portarlo all’interno dei miei piatti. La richiesta che ci offre il Trentino, la Val Rendena nello specifico, è una continua scoperta”.

La montagna è perfettamente riconoscibile nei piatti proposti dallo chef Rangoni: “Le proposte del menu partono dal cervo con il radicchio dell’orso e il corniolo passando da una cagliata di formaggio dove il latte fresco viene messo in infusione con la camomilla”.

Particolare attenzione viene riservata a carni molto delicate: “La tartare di capriolo la accompagniamo con una maionese di spezie e una nota di curry alpino che è molto diverso dal curry internazionale perché vengono messe dentro delle radici particolari”. 

Il Dolomieu è il suo fiore all’occhiello, la sua sfida quotidiana nel valorizzare la qualità che il ristorante persegue da dieci anni e che nel 2013 ha ottenuto il riconoscimento della stella Michelin, oltre all’inserimento nel prestigioso circuito de Le Soste.

“Il concetto base della mia cucina credo che sia stato espresso da chi si è seduto a tavola. Nei miei piatti si trova tantissimo equilibrio, frutto del lavoro di tanti anni. Giocando sui contrasti e sull’acidità ho voluto creare un equilibrio nel piatto dove ogni elemento che vado a inserire crea armonia”.

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