I nuovi format degli chef nati dopo il lockdown

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Da Roy Caceres ad Antonio Ziantoni: gli chef e i ristoratori che hanno scelto di ripartire con nuove aperture a Roma

L’emergenza coronavirus ha colpito anche il settore ristorativo, diventando uno tra i più toccati dalla crisi, ma alcuni chef e ristoratori non si sono lasciati abbattere e hanno sfruttato questo momento per emergere con maggiore forza aprendo nuovi locali e dando vita a nuovi format.

E’ il caso del Ristorante Carnal di Roy Caceres, chef anche dello stellato romano Metamorfosi. “In spagnolo – spiega Caceres – Carnal significa amico fraterno, ed è il ristorante nato proprio nel momento in cui ho incontrato Riccardo Paglia e Andrea Racobaldo, i due amici che mi hanno permesso di realizzare questo progetto che mi frullava in testa già da tempo”. Il locale, situato a pochi passi da San Pietro, era stato acquistato a novembre ed era pronto per essere ristrutturato affinché a settembre potesse essere operativo, ma l’emergenza coronavirus ha fermato tutto. “Durante i mesi di lockdown – continua lo chef – insieme allo staff ci siamo interrogati molto sul da farsi e alla fine abbiamo scelto di non aspettare oltre, partire anche senza la ristrutturazione, ponendo la nostra impronta nei piatti piuttosto che nel design del locale”.

Il progetto è iniziato esclusivamente come servizio delivery basato su tre box: BBQ, formaggi di Malga ed i tacos. I piatti già pronti, vanno ultimati a casa, seguendo le direttive dello chef. Questo format ha lo scopo di creare un connubio tra la cucina latino-americana e quella italiana, portando in tavola piatti che spaziano dal Messico al Cile passando per la Colombia (patria dello chef Caceres). “Abbiamo cercato – afferma lo chef di Metamorfosi – di restituire quel concetto di convivialità sudamericana attraverso i piatti tipici dell’America Latina, ma con ingredienti esclusivamente italiani. Un esempio? I famosi tacos, nei quali al posto dei fagioli neri messicani, usiamo i migliori fagioli neri umbri”. L’apertura del Carnal alla clientela fa registrare il pieno quasi tutte le sere ma  “il delivery deve continuare – conclude lo chef – il suo grande successo è dovuto anche al fatto che molte persone ancora preferiscono ordinare il box e gustarlo a casa”.

Non solo lo chef Caceres ha scommesso su questo momento per avviare un nuovo format, ma anche Antonio Ziantoni, chef patron dello ristorante Zia Restaurant.  Antonio ha deciso di sfruttare un momento di inattività come questo per ripartire al massimo e mettersi in gioco, aprendo la porta verde adiacente al ristorante, un tempo la porta di servizio dello staff,  per dare vita al progetto Door to doorZia pasticceria.

Inizialmente è nato solo come delivery, ma adesso disponibile anche per l’asporto e “a breve – spiega lo chef – nascerà anche lo store online”. Questo nuovo progetto, reso possibile anche grazie al lavoro del pastry-chef dello Zia, Christian Marasca, nasce con lo scopo di diffondere, presso le case dei romani, una pasticceria fondata su ingredienti di qualità.

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