Il gelato che non conosce crisi è artigianale

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Tra delivery e take away, l’Associazione Gelatieri per il Gelato ha continuato a valorizzare chi lavora in trasparenza

In tema di tradizione artigianale nel mondo del gelato gli italiani non conoscono rivali e da qualche anno esiste un movimento culturale con un proprio codice etico che tutela questo alimento. Parliamo di GxG – Gelatieri per il Gelato, Associazione diventata un ponte di comunicazione tra gli artigiani professionisti e i foodies che scelgono di mangiare gelati “veri” e artigianali. Fabio Bracciotti, oltre a esserne Presidente, è Maestro Gelatiere della Sorbetteria Crème Glaucée: lui, come tutti i membri del Movimento, ha sposato i principi di trasparenza, rispetto, qualità ed etica temi che recentemente sono arrivati all’attenzione del Senato grazie alle proposte di legge presentate sulla figura professionale del gelatiere e sulla definizione di cosa significhi gelato artigianale e di alta qualità. Una community nata da “un libero movimento di gelatieri che si è trasformato in Associazione Culturale” che con le gelaterie associate mappa praticamente tutto il territorio italiano, arrivando anche oltre confine.

Come avete affrontato la difficile situazione degli ultimi mesi?

“Naturalmente siamo stati tutti travolti da ciò che è successo. Diversi hanno chiuso mentre altri si sono focalizzati sulle consegne a domicilio, alcuni anche nella zona rossa. Abbiamo comunicato attraverso i canali social per affrontare il discorso delle consegne a domicilio e successivamente dell’asporto, pianificando il modo più adatto per affrontare la fase 1. In questa seconda fase, invece, stiamo puntando sulla comunicazione sia attraverso i media che con i nostri punti vendita. L’obiettivo di evidenziare la differenza tra il gelato artigianale e quello commerciale”.

Come vi siete trovati con il delivery?

“È stato uno strumento molto utile. Ci siamo stupiti degli ottimi risultati raggiunti. Nonostante l’introduzione dell’asporto, il delivery continua ad avere successo. Sicuramente non verrà abbandonato: bisogna capire che niente sarà come prima e sapersi, quindi, adattare. È un tipo di business interessante, non solo a livello statistico ma anche a livello umano, ti permette di capire il cliente”.

Che estate sarà questa?

“Avevamo in calendario una serie di eventi che abbiamo dovuto annullare. L’unico che è rimasto è un’iniziativa chiamata Operazione Trasparenza e si svolge nei nostri punti vendita. In pratica portiamo l’attenzione dei clienti sul libro degli ingredienti. Per noi è molto importante: in questo modo evidenziamo l’utilizzo delle materie prime, accentuando il fatto che non usiamo grassi saturi, aromi artificiali e simili. Spieghiamo ai clienti che cosa mangiano. Per il futuro c’è l’idea di recuperare anche gli altri eventi e poter crescere come numero di associati anche all’estero”.

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