Il nuovo Pop-up di Giancarlo Perbellini

Identità di Gelato: la prima edizione a Senigallia
24/07/2020
viviana varese
VIVA la nuova vita di Viviana Varese Ristorante
28/07/2020
giancarlo perbellini

Lo chef pluristellato mette “in pausa” Casa Perbellini per passare la stagione estiva nel suo nuovissimo temporary restaurant

A fine maggio nel cuore della splendida Verona, fra Piazza delle Erbe e la celebre Arena, Giancarlo Perbellini ha inaugurato il suo Pop Up XBE drink&restaurant, locale che durante l’estate sostituirà un vero e proprio caposaldo della ristorazione scaligera, Casa Perbellini.

Un temporary restaurant inedito e giocoso per tenere testa alla pandemia e ritrovare la gioia e il divertimento. Questo l’obiettivo della nuova proposta di Giancarlo Perbellini.

L’idea del Pop Up è nata da un’evoluzione della direttrice Barbara Mannoni che, in collaborazione con il celebre Spaccio Spiriti Alimenti & Diversi di Senigallia, ha avuto la brillante idea di proporre allo chef Perbellini, di aggiungere la parte aperitivo, non propriamente nel suo DNA, ma capace in questo inizio estivo di attirare molti ospiti.

Quali sono i motivi che l’hanno spinta a tuffarsi in questa nuova avventura?

“Purtroppo riaprire Casa Perbellini non era economicamente sostenibile perché da 18/21 coperti, con le nuove regole per la ristorazione post coronavirus, saremmo scesi a 10.

Grazie a un’intuizione di mia moglie, abbiamo deciso di spostarci per qualche mese in quella che, a partire da marzo 2020, sarebbe dovuta essere una nostra nuova trattoria nel centro di Verona (dal nome 20e30). Qui gli spazi hanno un’ampiezza maggiore e ci permettono di proporre un format divertente, non importantissimo come Casa Perbellini, ma qualcosa di adatto a far star bene gli avventori.

Speriamo ovviamente che a settembre l’economia riparta più sostenuta e che le distanze ci permettano di avere almeno 16 coperti a Casa Perbellini.

Quali sono le differenze più grandi con Casa Perbellini?

Sicuramente il non dovere avere etichette, qui siamo totalmente liberi. Abbiamo fatto la scelta di avere un menu che non esiste per cui, non avendo più i paletti della carta o del gourmet vero e proprio, interpretiamo il prodotto e le nostre voglie. Naturalmente gli ospiti non devono pensare di venire al Pop Up e vivere l’atmosfera di Casa Perbellini, che ovviamente tornerà più avanti. Ora l’esperienza è totalmente diversa. Abbiamo deciso di non portare nessun piatto da Casa Perbellini e stiamo lavorando con una semplicità straordinaria, un aspetto che fa divertire molto anche noi.

Questa libertà quanto è frutto di sperimentazione e studio?

È solamente frutto di spontaneità, qua possiamo permetterci di non avere un filo conduttore e di cambiare i piatti anche in fase di preparazione. Il fine di tutto è la ricerca del gusto e della semplicità nel totale rispetto della materia prima. Puntiamo a ricette che piacciono alla gente e che non abbiano nulla di studiato come a Casa Perbellini, diciamo che questa del Pop Up è una cucina molto jazz.

Come ci si sente ad avere questa maggiore elasticità con la consapevolezza che sarà comunque un progetto temporaneo?

È qualcosa che dà energia, i miei collaboratori in cucina mi stanno vedendo in maniera molto diversa da prima; si trovano di fronte ad uno chef che è sempre stato molto attento e rigoroso all’uscita dei piatti perfetti quasi come fotocopie, ora invece propone di modificare ricette sul momento. In questo caso l’obiettivo è unicamente quello di fare piatti molto buoni.

Qual è la caratteristica che non può mancare in un suo locale?

Sicuramente la qualità, sia nei piatti che nello stile. Pur avendo molti locali, mantenere alta la qualità non è difficile perché con me ho ragazzi in gamba che conoscono gli standard e sanno quello che voglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *