La leggenda del cacao: il dono di un dio azteco

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Quetzalcoàtl, la divinità che offrì all’umanità il cacao per ricordare il sacrificio della sua sposa coraggiosa

Ogni cosa ha una storia, può essere bella o brutta. Lunga o corta, allegra o triste. Ma tutto ha un passato e un’origine. Spesso non la conosciamo o non stuzzica la nostra immaginazione. A volte invece ci interessa, la approfondiamo e vengono alla luce eventi e vicende che sono state dimenticate. Dopotutto possiamo dire che ogni racconto è anche un pezzo della storia dell’umanità. Anche nei cibi è così. Possiamo gustare un piatto e deliziarci delle sensazioni che ci da in quel preciso momento. Ma come è arrivato fino a noi? Com’è stato creato o com’è stato scoperto? Dietro si nasconde una storia o addirittura una leggenda che lo caratterizza? Andiamo quindi a scoprire il mito di uno dei cibi più famosi. Una pietanza che ha stuzzicato i palati di tutto il mondo: il cacao.

Tutto comincia in un posto situato dall’altra parte dell’oceano, di nome Abya Yala, che noi conosciamo come America. Lì regnavano pace e tranquillità. Gli uomini erano in armonia e la terra dava loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Le risate non erano mai rare e le persone potevano trovare la felicità anche nelle piccole cose. Tutto questo era possibile solo grazie al Dio Re chiamato Quetzalcoatl, il Serpente Piumato. Quetzalcoatl era una divinità buona e fiera, che governava il regno degli uomini con giustizia e generosità. Era alto, con una folta barba scura, capelli lunghi e la pelle più chiara delle stesse nuvole. Era il figlio del dio azteco Mixcoatl e della dea della terra Chipalman. Arrivò dall’oriente per insegnare agli uomini le leggi e la saggezza. Non fu mai crudele con i suoi sudditi e mai altezzoso o tirannico con loro. Amava i mortali e loro amavano lui. Un’altra cosa portava gioia nel suo cuore: la sua sposa, una principessa azteca. Un giorno però il dio dovette lasciare quelle terre per difendere il suo popolo dai suoi nemici. In sua assenza sua moglie rimase come guardiana degli uomini. Il tempo passò e alla fine gli invasori arrivarono. Volevano il tesoro del dio, ma la sposa di Quetzalcoatl si rifiutò di darglielo. Così si sacrificò e dalle gocce di sangue che toccarono la terra esse si trasformarono in una pianta, con semi amari come il sacrificio che ha dovuto compiere, forti come il suo spirito e rossi come il suo sangue. Quando il dio tornò dal suo viaggio si disperò per la perdita della sua amata. Raccolse i semi di quella pianta e ne fece dono ai mortali per fare in modo che mai il suo sacrificio venisse dimenticato. Poco dopo si ammalò. Cercò diversi rimedi per guarire ma uscì di senno. Alla fine trovò sulla costa una barca intrecciata di serpenti e navigò verso il mare. Salutò la sua gente promettendo che un giorno sarebbe tornato a governare con amore e gioia il suo regno.

Qui finisce la leggenda del cacao, ma non la sua storia. Quando Cristoforo Colombo giunse nel continente americano un capo tribù gli fece bere una bevanda fatta con il cacao e gli donò i semi. Tornato a casa li portò con se. Da allora nel corso degli anni il cacao si sparse per il mondo. Nel corso dei secoli divenne uno dei cibi più conosciuti e usato in tantissime ricette. Che fosse davvero il dono di una divinità è una cosa che non ci è dato sapere. Sappiamo però che ha conquistato i cuori di tantissime persone, proprio come la principessa azteca conquistò il cuore di un dio e l’ammirazione del suo popolo.

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