L’Essenza di Nardoni a Terracina

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Il giovane chef e patron riapre il suo ristorante senza stravolgere la fisionomia del luogo. E la linea d’asporto Gli Essenziali rimarrà

Usciamo dalle grandi città per occuparci di una realtà che vive in un contesto a misura d’uomo, o quasi. Siamo nel territorio pontino e anche qui tutti hanno avvertito l’insicurezza e la paura dei primi mesi. Ora, con l’inizio della fase 2, è tornata la voglia di mettersi in gioco. Simone Nardoni, chef patron del ristorante Essenza a Terracina, ha sempre cercato di valorizzare ciò che offre il territorio, dando risalto al cuore del prodotto e a una maggiore vicinanza tra il servizio in sala e il cliente per rendere l’esperienza immediata e concreta.

“A inizio lockdown abbiamo subito chiuso il locale. È stato un momento pieno d’incertezza. Non sapevamo quanto la quarantena sarebbe durata, come si sarebbe evoluta o se saremmo tornati a fare il nostro lavoro. Così abbiamo sfruttato questo periodo per ragionare e cercare delle possibili soluzioni, pensando a come sarebbe stata la ripartenza, quali precauzioni attuare e come sarebbe cambiata la ristorazione. Volevamo rassicurare la nostra clientela”. Con la fine della prima fase, però, Nardoni ha potuto capire meglio la situazione, arrivando a vedere che la fase 2 non avrebbe cambiato di molto la quotidianità del suo lavoro. “La distanza tra i vari tavoli e tutti i processi di sanificazione li facevamo già prima della pandemia. Abbiamo tolto solo un tavolo per rientrare nei parametri. Per il resto, guanti e mascherine sono all’ordine del giorno. Abbiamo dei menu usa e getta e carte di vini elettroniche. Stiamo rispettando tutte le disposizioni e sanifichiamo la cucina 3 volte al giorno”.

Durante questi mesi è nato anche un nuovo progetto che si chiama Gli Essenziali, un menu gastronomico d’asporto studiato per essere esguito e consumato senza alcuno sforzo a casa. “Abbiamo deciso di realizzare una linea di pronto forno, con cibi già pronti. Sono come i prodotti da pasticceria. Il menu cambia settimanalmente in base anche al mercato e il cliente li può ordinare tramite WhatsApp, viene da noi e invece di mangiare sul posto porta a casa. Non è il nostro cavallo da battaglia ma è un progetto che abbiamo in mente di continuare per tutto l’anno”.

Quando le domande sono state rivolte verso l’immediato futuro Nardoni ha rivolto il suo sguardo verso il territorio. “Ci stiamo concentrando nell’aiutare le aziende locali che si trovano in difficoltà. Nel nostro piccolo cerchiamo di risollevare l’economia del territorio. La nostra è una città turistica e bisogna darsi da fare in questo ambito”.

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