L’intervista a Francesco Martucci, il ribelle della pizza

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Etichette d’autore: l’arte del vino
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I segreti della pizzeria I Masanielli, migliore pizza al mondo secondo la classifica 50 Top Pizza 2020

“Essere il numero uno al mondo comporta un grande senso di responsabilità, bisogna impegnarsi al massimo delle proprie energie, aumentando in modo esponenziale le aspettative di tutti quelli che vengono a trovarti” inizia così l’intervista a Francesco Martucci, patron de I Masanielli, oggi il pizzaiolo più acclamato e in voga del momento.

Il numero uno della guida 50 Top Pizza 2020

E numero uno lo è davvero: in questo mese è uscita la guida 50 Top Pizza 2020, che lo colloca sul podio di una selezione mondiale di pizzaioli.

“La differenza? La nostra identità. La nostra pizza è riconoscibile. Ribelle, se dovessi trovare un termine, come la musica degli anni Sessanta”.

E per essere il miglior pizzaiolo al mondo a Caserta, provincia rivale rispetto a Napoli, che detiene da sempre il primato della nascita della pizza margherita, bisogna avere fegato.

“L’impasto deve essere il protagonista, non mi piace essere definito napoletano o crunchy, non mi piace entrare in qualche schema, amo che le persone vengano a trovarmi senza alcun tipo di preconcetto. L’importanza dovrebbe invece essere la lievitazione, per i nostri impasti vi sono circa 36 ore, in modo che risulti il più possibile digeribile” racconta accalorato Martucci.

Il 2017 l’anno della svolta

All’inizio era solo una pizzeria d’asporto, per 16 mq di locale. Sono stati gli studenti a scoprirlo. Ed apprezzarlo. Poi nel 2012 I Masanielli diventa ristorante, 70 tavoli, e cambia le sorti della pizza in Italia. Nel 2017 si sposta in una struttura di 500 mq di cui 300 dedicati alla cucina: una pazzia che gli ha probabilmente dato il titolo di migliore al mondo, un’idea da ribelle.

“Il tempo che si passa al ristorante è prezioso, ognuno di noi ha una predisposizione particolare quindi è importante coccolare il cliente, ma bisogna avere un servizio camaleontico per ogni esigenza” racconta Martucci, che sa come far stare bene i propri clienti. “Mi piace raccontare gli ingredienti e come nascono le nostre pizze, ognuna con una sua storia. Voglio descriverle prima che il cliente le gusti, per prolungare il piacere dell’assaggio” conclude Martucci che seleziona personalmente i propri fornitori tra piccoli produttori artigianali e veri e propri contadini.

“Prima di tutto mi interessa instaurare con loro un rapporto umano, un’intesa sul modo di lavorare la terra, su come trattano i propri animali, come li nutrono. Per arrivare sulle mie pizze, i loro prodotti devono condividere la mia stessa filosofia”. 

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