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Luca Abbruzzino e la nuova Calabria Felix

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Luca Abbruzzino è il rappresentante di una nuova generazione di giovani che vogliono rendere grande la Calabria

Luca Abbruzzino, 1 stella Michelin a Catanzaro, rappresenta quella voglia di emergere che sta caratterizzando la Calabria degli ultimi anni. Passione, eleganza, essenzialità, queste le tre caratteristiche che sembrano contraddistinguere la sua cucina, che si sostanzia in soli sette tavoli a cui si accede da un giardino che fa dimenticare dove si è, per entrare nel magico mondo di Luca.

Una Calabria che sembrava dimenticata fino a qualche anno fa dalla guida Rossa e che oggi si sta facendo notare grazie a giovani talenti come Nino Rossi di Qafiz a Santa Cristina d’Aspromonte, Antonio Biafora di Hyle a San Giovanni in Fiore e Caterina Ceraudo del Dattilo a Strogoli.

Territorio brullo quanto generoso, dove è ancora possibile scrivere una nuova pagina nella cucina della regione. Una rinascita per giovani che credono nel loro territorio e non se ne allontanano, che hanno voglia di ripescare le proprie radici e costruirvi le fondamenta del proprio futuro.

La sua formazione è avvenuta da chef di calibro come Gennaro Esposito, Enrico Crippa, Mauro Uliassi e Pier Giorgio Parini, oltre all’occhio attento di mamma Rosetta, che gestisce la sala, e l’esperienza di papà Antonio, che già gestivano il ristorante, prima che Luca Abbruzzino lo rendesse gourmet.

Il menu di Luca Abbruzzino

Tra i piatti signature il Fusillone, pecorino, ’nduja e ricci di mare o gli Spaghettoni al nero di sesamo con colatura di alici uvetta e cipollotto, in cui confluiscono più suggestioni, dal sapore ammaliante, preciso ed estremamente delineato. Ma anche il Riso, latte di cardo e
baccalà, con limone salato e polvere di cicoria tostata, e le Mezzelune ripiene di erbe di campo amare, condite con ragù di lumache di mare, che raccontano della verde e brulla Calabria.

Tra i piatti più innovativi il Baccalà “total white” con le sue trippe, un cameo alla nuova tendenza di realizzare piatti mono ingrediente riuscendo a riutilizzare tutte le parti, anche considerate di scarto, grazie a innovative tecniche di cucina.

“La Calabria non ha una spiccata tradizione gastronomica gourmet, o per lo meno
che sia riconosciuta nel resto d’Italia. Il che è assolutamente un bene, perché noi
cuochi abbiamo questi prodotti eccezionali da valorizzare, senza alcun vincolo:
siamo liberi di creare. Per me cucinare è passione e rispetto per la materia prima
e i rituali che accompagnano l’esecuzione. La mia cucina è istinto, gusto e memoria” racconta Luca Abbruzzino.

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