È in Svezia il ristorante per una persona (sola)

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Distanziamento sociale all’ennesima potenza. Bord för en si trova nella campagna svedese e come coperto ha un unico tavolo all’aperto

Mentre in Italia il mondo della ristorazione si interroga sull’eventualità di una riapertura con uno schermo di plexiglas fra i tavoli a dividere i commensali, in Svezia è nato il primo ristorante per una persona. Nessun errore di battitura, si tratta proprio di un ristorante con un tavolo, una sedia ed un solo cliente. Un vero e proprio simbolo di distanziamento sociale in quest’epoca di pandemia mondiale proveniente dall’unica nazione europea non ancora sotto la grande cupola del lock down.

Il ristorante si chiama Bord för en (letteralmente tavolo per uno in svedese), è situato nella regione del Wermland, vicino ad uno dei laghi più grandi della nazione, ed è stato inaugurato da Linda Karlsson e Rasmus Persson, una coppia di chef locali. Il concetto alla base di questa insolita iniziativa è semplice: ridurre a zero il rischio di contrarre il virus senza rinunciare ad un pasto al ristorante. Per questo motivo anche le tre portate previste dal menù e cucinate dalla coppia nella loro cucina posta a cinquanta metri dal tavolo verranno servite tramite un cestino da pic nic consegnato da lontano tramite una semplice fune, senza alcun cameriere ovviamente. Il menù comprende un antipasto di frittelle di patate con caviale, aneto e panna acida, un purè di carote gialle e zenzero con burro di nocciole e crocchette di mais dolce e per dessert una rivisitazione al gin della classica torta di mirtilli svedese servita con latticello gelato e uno zucchero di barbabietola. Il prezzo, invece, potrà essere scelto liberamente dell’ospite senza una vera soglia minima o massima. Pagamento tramite applicazione mobile di trasferimento dei soldi (meglio nota come Swish, tra i metodi di pagamento più diffusi in Svezia). 


Bord för en, come scrivono Karlsson e Persson sul loro sito, sarà il ristorante più sicuro del mondo dato che non sono previsti contatti umani di qualsivoglia tipo, in cui ci si potrà immergere nella contemplazione della natura, nel suo silenzio, e nel sapore del cibo. Eppure c’è chi, come l’oratore Marco Tullio Cicerone, per quanto delizioso potrà essere il pasto, potrebbe sentire la mancanza della convivialità come parte fondamentale dell’esperienza gastronomica. «Il piacere dei banchetti non si misura con le sue squisitezze, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi», scriveva il politico romano. E allora tutti coloro che la pensano come Cicerone non potranno che vivere nella speranza che un tavolo per uno non sia il futuro della ristorazione per come la intendiamo oggi. 

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