Il balsamico che scorre nelle vene: l’Acetaia Sereni

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Acetaia Sereni: acetaia, agriturismo, ristorante e camere, a km zero nel modenese

Una questione di famiglia, da quattro generazioni. L’aceto scorre nelle vene dei Sereni, modenesi doc, che sono proprietari e gestiscono completamente l’Acetaia Sereni, tra le realtà più peculiari del modenese: acetaia, con produzione e visite in cantina, agriturismo con camere e ristorante.

Un menu a tutto aceto

In menu, neanche a dirlo, tanti piatti rappresentativi del territorio e della realtà come i tortelloni di ricotta fresca, guanciale croccante e aceto balsamico IGP oppure il risotto “tutto Modena” con Parmigiano Reggiano di Modena DOP, briciole di Prosciutto di Modena DOP e aceto balsamico tradizionale.

La differenza tra Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e l’Aceto Balsamico di Modena IGP

“Spesso si parla di aceto balsamico e nel migliore dei casi aceto di Modena, ma pochi conoscono la distinzione tra l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e l’Aceto Balsamico di Modena IGP: la colpa è anche un po’ dei produttori, che non attuano una comunicazione adeguata” ci rivela Francesco Sereni, responsabile commerciale e di qualità dell’acetaia. “Sono prodotti completamente diversi e non solo per il costo o per la durata dell’invecchiamento, come spesso si esemplifica. Cambia anche il luogo di affinamento, come le soffitte e le botticelle per il DOP, o ancora l’aggiunta di aceto di vino per l’ IGP, al contrario del mono ingrediente, il mosto cotto acetificato, per il DOP. Penso che nel futuro riusciremo a far parlare di cru dell’aceto, di case di produzione, come ora si fa con il vino e al ristorante il cliente non si accontenta della semplice scelta tra bianco o rosso”. Ed è proprio per questi racconti, per questi segreti di produzione che la zona di Modena sta incrementando notevolmente il proprio turismo: le acetaie stanno diventando meta di locali ma anche di stranieri.

Il nuovo turismo a Modena lo porta l’aceto

“Normalmente gli scorsi anni registravamo tra le sei e le sette mila presenze annue, quest’anno comunque l’interesse per i turisti italiani e europei è stato alto e nonostante il lockdown credo che chiuderemo l’anno con almeno quattro mila presenze” racconta Sereni. “E rilanciamo: essendo tra i pochi che, proprietari dei vigneti, producono in casa il frutto che diventerà poi, dopo un lungo processo, aceto, attraverso un ciclo completo in azienda”.

Unici nel loro genere per la poliedricità della loro offerta, che ruota sempre attorno all’aceto, ovviamente. Proprietari e gestori di un agriturismo, producono dall’uva fino al prodotto finito, quindi tutto l’aceto completa il ciclo in azienda.

“Nonostante per il 2021 non abbiamo ancora nessuna prenotazione da tour operator internazionali, stiamo progettando un grosso investimento” rincalza Sereni. “Realizzeremo una nuova sala degustazione panoramica vetrata e faremo delle degustazioni di aceto balsamico di Modena in abbinamento con i prodotti tipici del territorio, certo molto generoso come tradizione culinaria. Siamo inoltre anche produttori di olio extravergine di oliva, con 950 piante di proprietà, ecco quindi che possiamo dare un servizio completo, con l’agriturismo e le camere, a chi ci vuole venire a trovare” conclude Sereni.

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