La Nuova Annata in Alto Adige 2019: vini freschi e vivaci

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Alla scoperta della diverse sfaccettature dell’annata 2019 in una delle aree geografiche più belle d’Italia

Montagne imponenti, villaggi incantevoli, vigneti baciati dal sole nel cuore di un paesaggio alpino, un savoir faire unico tramandato da secoli. L’Alto Adige è indubbiamente una delle aree geografiche più belle dell’Italia e oltre a questo suo grande pregio, si apprezza anche quello di essere diventata una delle realtà più entusiasmanti del panorama vitivinicolo italiano.

Sono molti i fattori che rendono unici i vini dell’Alto Adige, tra cui i vigneti coltivati in un territorio montano, dove il fenomeno che diede vita all’innalzamento delle Alpi ha creato, nel corso dei millenni, un vero e proprio mosaico di terreni di grande diversità dove i vigneti sono posizionati ad una altitudine che va dai 200 a più di 1000 metri sopra il livello del mare, caratteristica che li rende unici nel loro genere. La topografia delle valli altoatesine è infatti costituita da microclimi molto diversi in cui più di venti vitigni trovano le condizioni ideali per dare vita a vini capaci di esprimere tutta l’unicità del territorio. Un’altro segreto della viticoltura altoatesina si cela nelle persone, vignaioli che rimangono  ancorati alle tradizioni pur avendo sempre uno sguardo lungimirante verso il futuro.  Vignaioli che vivono a cavallo fra la cultura alpina e quella mediterranea e riescono a dare vita a vini che emanano note montane impreziosite dal fascino mediterraneo.

Oltre alla diversità di terroir e le varietà di vitigni autoctoni che compongono lo scenario vitivinicolo altoatesino, tra i quali spiccano il Lagrein e la Schiava, ogni annata lascia la sua impronta e si esprime in ogni vino con tutte le caratteristiche che l’hanno contraddistinto. Per scoprire le diverse sfaccettature dell’annata 2019, abbiamo partecipato ad una degustazione guidata da Eros Teboni, Miglior Sommelier del Mondo WSA 2018, ed Eduard Bernhart, Direttore del Consorzio Vini Alto Adige. 

“Dopo un periodo di crescita e maturazione delle viti scandito da eventi atmosferici estremi  – dichiara Eduard Bernhart – a fine estate 2019 sono arrivate condizioni meteorologiche ideali, che hanno propiziato una buona vendemmia con uve di qualità promettente. L’annata 2019 ha dato vita a vini bianchi ricchi di aromi freschi e fruttati, con una spiccata acidità, struttura elegante e un ottimo potenziale di affinamento, soprattutto per i vini provenienti dalle quote più elevate”. L’andamento atmosferico nel vigneto durante l’inverno 2018/19 ha visto temperature insolitamente calde, a tratti già quasi primaverili, e se si eccettuano le nevicate copiose dei primi giorni di febbraio, si è trattato di un anno piuttosto asciutto. Dopo un marzo altrettanto avaro di precipitazioni e più caldo delle medie stagionali, in aprile e maggio ha prevalso, invece,un clima piuttosto umido accompagnato, soprattutto in maggio, da temperature troppo basse per la stagione. Parallelamente, la primavera ha visto imperversare fenomeni meteorologici estremi, tanto che già in aprile vi erano state delle prime grandinate, e vari periodi freddi che hanno aumentato il rischio di gelate tardive.Per questi motivi nel 2019 la fioritura è cominciata in ritardo e ha dovuto fare i conti con un tempo molto variabile, caratterizzato da temperature decisamente inferiori alla media, soprattutto in maggio. Questo ritardo si è ripercosso sull’inizio della maturazione, che rispetto alle medie pluriennali è arrivato con una sfasatura di 10 a 14 giorni.

Dopo la vendemmia precoce delle uve per le basi degli spumanti, che si è svolta intorno alla fine di agosto e ai primi di settembre, la vendemmia 2019 per la maggior parte del territorio, è cominciata a metà settembre, con un ritardo di circa due settimane rispetto all’annata precedente. La grande qualità di questi vini si apprezza già dalle linee classiche, che hanno un rapporto qualità-prezzo imbattibile. Il Pinot bianco, Pinot Grigio, Chardonnay e Sylvaner si distinguono per una grande freschezza che gli dona un carattere vibrante. Il Gewürztraminer si presenta molto espressivo, con profumi di frutta matura bilanciate da una bella freschezza, mentre il Sauvignon presenta una nota sapida accattivante, accompagnata da un profilo aromatico inconfondibile. Una delle varietà che preferisco da sempre per la sua versatilità, eleganza e freschezza è sicuramente la Schiava, che anche in quest’annata esprime tutta la sua tipicità in un sorso fruttato, fresco, sapido e di grande eleganza. Per quanto riguarda il Pinot Nero, Lagrein, Merlot e Cabernet Sauvignon, anche se possono essere già degustati e apprezzati, il tempo in cantina gli farà bene perché mostrano un grande potenziale di evoluzione. Il Lagrein colpisce sia nella classica versione in rosso che in versione rosé, la seconda per la sua spalla acida e precisione in bocca, un vino che si sposerà divinamente con il periodo estivo.

In conclusione, possiamo affermare che la 2019 è stata un’annata molto buona in Alto Adige, e ha dato vita a vini freschi, vivaci, pieni di personalità e con un ottimo potenziale d’invecchiamento.

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