Raccontare le gesta di chi fa vino in Abruzzo attraverso un video

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Il video-appello del Consorzio di Tutela Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo dà voce a 28 produttori vitivinicoli: un’azione corale con immagini emozionali e realistiche

I produttori sono i veri eroi dei nostri tempi. Esiste una realtà in Abruzzo che ha comunicato il suo senso di appartenenza e la speranza che nutrono in una ripresa veloce e duratura. L’obiettivo è quello di trasmettere il loro amore alla terra e alla vite. Il Consorzio e i produttori delle Colline Teramane sono stati protagonisti di un video-appello con la partecipazione di 28 produttori di aziende vinicole della provincia di Teramo. Il Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane DOCG, nato nel 2003, promuove la produzione vinicola della zona e in particolare delle Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo riunendo oltre 40 aziende vitivinicole. 

“È un messaggio rivolto anche a noi stessi, per rinnovare e confermare il nostro senso di comunità in un momento in cui è facile sentirsi scoraggiati, se lasciati soli – dichiara Enrico Cerulli Irelli, presidente del Consorzio – Vuole essere poi un modo, leggero e sobrio, per spiegare la condizione del viticoltore, che deve continuare a lavorare in campo, con tutti i costi connessi, senza alcun rientro economico immediato”. Non mancano, però, le preoccupazioni dovute al calo del turismo e alle vendite di vino. “Al Governo chiediamo innanzitutto chiarezza nei tempi e nelle procedure. Crediamo sia ormai ben chiaro che il problema primario per le aziende, tutte ma in particolare quelle vitivinicole, sia avere una maggiore liquidità per far fronte, come ho anticipato, alle spese. Le cantine delle Colline Teramane sono tutte piccole, alcune piccolissime, realtà che si distinguono per l’alta qualità dei prodotti e si rivolgono quasi esclusivamente al canale HO.RE.CA o agli enoturisti – aggiunge il Presidente – e sono pochissime quelle che vendono nella grande distribuzione (G.D.O.). Per questo sono state particolarmente penalizzate dalla chiusura totale. C’è poi il problema della gestione delle rimanenze: distillarle sarebbe una perdita di valore, economico e “culturale”, che non possiamo e non vogliamo sopportare. Abbiamo proposto misure di sostegno alternative, ma aspettiamo il prossimo decreto per capire cosa ci attende”.

La quarantena ha pesato con limitazioni importanti ma “Il nostro vino, sia bianco che rosso, ha avuto paradossalmente più tempo per maturare. Dal punto di vista della tenuta dei prodotti non ci sono problemi. Naturalmente, per rispondere al vero senso della domanda, ovvero se dal punto di vista commerciale sarà molto difficile recuperare le vendite perdute – continua Cerulli Irelli – speriamo nella tenuta dei prezzi: se si innescassero dinamiche speculative per molti di noi sarà una rovina, perché non abbiamo la forza per sopportare ulteriori difficoltà”. Le cantine del Consorzio sanno che ci saranno difficoltà con le vendite e con l’export e a risentirne saranno anche gli introiti provenienti dal turismo. In tal senso il video è uno specchio in cui ognuno sul fianco forma una sola figura. “Presto il mondo ripartirà e le persone avranno ancora voglia di intrecciare le proprie emozioni con i nostri vini: occorre solo essere fiduciosi, traguardare la luce sotto l’acquazzone che ci bagna oggi – dice il presidente del Consorzio – Personalmente sogno un futuro nel quale le aziende delle Colline Teramane siano in grado di creare sinergie per affrontare sfide comuni: penso a comuni politiche promozionali, ma anche commerciali o produttive, per abbassare i costi e rispondere a richieste di mercato spesso impossibili da soddisfare per una azienda da sola. Per quanto riguarda il turismo, noi abbiamo di fronte una grande opportunità: se ci sarà turismo, esso verrà caratterizzato dalla ricerca di ambienti sani, ove trascorrere il tempo nella sicurezza della propria salute e in modo sostenibile. Dove cercare queste cose se non nelle nostre campagne o nelle meravigliose aree interne della provincia di Teramo e dell’Abruzzo in generale?”.

Dopo il lockdown il lavoro dei produttori e del Consorzio continuerà con maggiore energia. “Bisognerà essere creativi e generosi, pensare a noi stessi come parte di una comunità, tenersi aggiornati sulle tecnologie disponibili e i nuovi strumenti telematici. Si viaggerà molto meno, ma si dovranno mantenere stretti i contatti con i nostri referenti nel mondo. Il nostro è un lavoro che si fonda sul rapporto umano, sull’empatia“. 

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