Un ex libraio racconta come gestire una Fattoria

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In Toscana la storia di Fattoria San Vito percorre il lavoro di un vignaiolo ex libraio che fa vini e oli naturali per passione

L’uragano coronavirus non ha risparmiato nessuno nel settore dell’enogastronomia. Dai ristoranti, costretti a chiudere o a riorganizzarsi perlomeno con servizi d’asporto, a realtà produttrici che hanno dovuto rallentare, se non addirittura sospendere, vendite e tour organizzati volti a far conoscere le eccellenze del proprio territorio.

Proprio di questo abbiamo parlato con Roberta Rocco di Fattoria San Vito, piccola e virtuosa azienda biologica attiva nella produzione di vini naturali IGT Toscana e Olio Extra Vergine di Oliva, situata nel comune diffuso di Calci (Pi), ai piedi del Monte Pisano. Sia il vigneto che l’uliveto della Fattoria sono gestiti da Matteo Piccioli, ex libraio che nel 2011 ha deciso di cambiare vita prendendo in mano le redini dell’azienda di famiglia. La sua mission è seguire la filosofia dei vignaioli naturali, producendo quindi uve biologiche coltivate senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati. 

Come cambia la vita e il lavoro di una cantina dopo due mesi di lockdown?
“Con la chiusura abbiamo dovuto reinventarci, trovare il modo di rimanere vicini ai nostri clienti e avere un’entrata che seppur minima potesse aiutarci a sostenere il nostro lavoro che, nel frattempo, in vigna e in cantina, non si è mai fermato. Abbiamo iniziato a consegnare vino a domicilio ottenendo una buona risposta, permettendoci di conoscere (virtualmente) nuove persone ed ampliare il giro dei clienti. Purtroppo le attività di ristorazione si sono fermate ed il periodo risulta difficile per tutta la filiera. Oltre agli ordini bloccati abbiamo anche perso le prenotazioni per l’estate; la nostra Fattoria si trova a poche centinaia di metri dalla Certosa Monumentale di Pisa e molti turisti approfittano della visita per prenotare un wine tour con degustazione in vigna. Adesso stiamo finalmente per riaprire, in totale sicurezza, le passeggiate in vigna con degustazione”.

Come ha influito per voi l’annullamento di eventi legati al vino e all’olio?
“Non abbiamo potuto partecipare a delle fiere di settore a cui tenevamo molto, le degustazioni sono state annullate; più che una perdita economica per noi si tratta di una perdita umana, di mancati incontri con i clienti, con gli amici, con i vignaioli. Ci auguriamo di poter presto rimediare”.

Ci sono state occasioni di organizzare assaggi virtuali per rimanere in contatto con il vostro pubblico e con gli esperti di settore?
“Cerchiamo di essere sempre presenti sui nostri canali social (Facebook e Instagram) ma la degustazione virtuale non è nelle nostre corde. Abbiamo bisogno della presenza fisica di altre persone e della condivisione veritiera dell’esperienza”.

Quali sono le principali peculiarità del vostro Olio Extra Vergine?
“Il nostro olio extravergine biologico è ottenuto da olive delle varietà Frantoio, Leccino, Moraiolo. Abbiamo circa 1.500 piante e gli oliveti terrazzati, edificati a partire dal seicento, rendono ancora oggi necessarie le tradizionali operazioni di raccolta manuale. Le olive vengono portate in frantoio entro poche ore dalla raccolta e spremute a freddo per preservarne le qualità organolettiche. L’olio appena franto è di colore verde più o meno intenso in funzione del grado di maturità delle olive, ha un sapore piccante, con un certo grado di amaro. La nostra azienda è, inoltre, parte della Strada dell’Olio dei Monti Pisani che coinvolge ben cinque Comuni”. 

Credit foto Enza Tamborra

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