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Cosa bere a Pasqua con i dolci regionali restando nel territorio di origine

La Pasqua è ormai vicina e durante questo periodo sono tante le tipicità regionali dolci che arricchiscono le nostre tavole: da Nord a Sud, c’è ad esempio la classicissima colomba milanese simbolo pasquale diffuso ormai in tutta la penisola (e anche oltre confine), mentre all’opposto troviamo la cassata siciliana, dessert che non ha bisogno di una ricorrenza specifica per essere mangiato. Ogni regione, insomma, ha la propria ricetta tipica per concludere il pranzo della domenica di Pasqua e se il menu ha sempre un vino per pasteggiare non bisogna arrivare impreparati nell’abbinamento sul dolce. Abbiamo mappato 8 regioni italiane per suggerire qualche accoppiata vincente secondo il principio di concordanza dolce con dolce.

Lombardia – Colomba 

Cominciamo dal dolce simbolo della Pasqua per eccellenza, la colomba, un lievitato soffice e goloso a base di farina, burro, uova, zucchero e canditi, che viene ricoperto da glassa e mandorle nella sua versione classica. Affonda le proprie radici nell’epoca medioevale e la leggenda ha come protagonista il Re Alboino, artefice dell’assedio di Pavia nel VI secolo. Pare che al re, dopo aver salvato la città dal saccheggio, fu offerto un pane dolce a forma di colomba, il giorno di Pasqua, come simbolo di pace e di tregua. Per l’abbinamento del vino rimaniamo in Lombardia, proponiamo Franciacorta Demi Sec di Ricci Curbastro (prezzo 14,90 euro).

Piemonte – Uovo di Cioccolato 

Al latte o fondente, amato dai grandi e dai piccoli, non molti lo sanno, ma l’uovo di cioccolato con la sorpresa è di origine piemontese, una delle tradizioni della Pasqua. Nel 1725, a Torino, la vedova Giambone fu la prima ad avere l’idea di riempire i gusci vuoti delle uova con cioccolato fuso ed è stato subito un grande successo. Fu nel 1925, che viene introdotta all’interno dell’uovo la classica sorpresa tanto amata dai bambini. Ed è stato proprio il successo di questo uovo a dare origine al celebre Kinder Sorpresa, nato in Piemonte nel 1974, quando Michele Ferrero, visto il forte entusiasmo dei bambini, decise di dare ai più piccoli la “Pasqua ogni giorno”. L’abbinamento dipende della tipologia di cioccolato, se si tratta di cioccolato bianco o cioccolato al latte possiamo abbinarlo a l’Erbaluce di Caluso Passito della Cantina Ferrando. Mentre per il cioccolato fondente si può optare per un Barolo Chinato, quello dell’Azienda Agricola Monfalletto di Giovanni ed Enrico Cordero di Montezemolo. Prezzo 40 euro.

Friuli Venezia Giulia – Pinza triestina 

Profumi agrumati e tanta morbidezza. La pinza triestina è una focaccia lievitata che ha la forma di un panettone basso, con due tagli a forma su croce sulla cupola, una rappresentazione del martirio di Gesù. Si può mangiare sia come dessert che farcito con i salumi. Nella versione dolce, l’abbinamento regionale che consigliamo è con il Verduzzo Friulano Amabile La Sclusa. Prezzo 12 euro.

Veneto – Brasadele Broè

Si presentano come delle tipiche ciambelline che si preparano tradizionalmente a Verona durante il periodo di Pasqua, la sua forma ricorda la corona di spine, simbolo della passione di Gesù. Il termine “broà”, è voce del verbo “broàr”, cioè “scottare con acqua bollente”. Le ciambelle infatti, vengono scottate in acqua bollente, la lavorazione poi è lunga e complessa perché, dopo la bollitura, vengono lasciate asciugare prima di essere cotte al forno il giorno successivo. L’abbinamento tradizionale è con un Recioto della Valpolicella della Cantina Monte dall’Ora. Prezzo 38 euro.

Umbria – Ciaramicola

Siamo nel cuore del centro Italia, precisamente nella regione dell’Umbria, e qui si trova questa torta tipica a forma di ciambella, di colore rosso, coperta di glassa bianca e impreziosita da confettini colorati, simbolo della festa pasquale. Caratteristica di questo dolce sono i due bastoncini fatti con la stessa pasta, disposti a croce nel buco della ciambella, come segno di benedizione. Vi consigliamo di assaggiarla con un calice di Montefalco Sagrantino Passito dell’azienda Agricola Scacciadiavoli, un abbinamento molto tradizionale. Prezzo €24.

Campania – Pastiera Napoletana 

Questo è un dolce tipico del napoletano che ha anche sconfinato in altre regioni del Sud Italia. Si presenta con un guscio di pasta frolla elastica ma friabile che racchiude un ripieno cremoso a base di ricotta, grano e canditi a pezzetti, il tutto impreziosito dagli aromi di cannella, millefiori e fiori d’arancia. Insuperabile l’abbinamento con il Passito Mel di Antonio Caggiano. Prezzo 43 euro.

Sardegna – Pardulas Sarde

Pardulas (o padruasa nella lingua locale),  sono dei dolcetti a base di ricotta di pecora, farina, zafferano e scorza di limone, racchiusi in una croccante sfoglia a base di semola di grano duro, quasi a rappresentare un cestino che porta con sé un dolce dono. Sono poi spennellate di miele, completando così il dolce pasquale più tipico dell’isola. I suoi irresistibili profumi di zafferano e miele si abbinano bene ad un calice di Nasco di Cagliari passito: vi consigliamo Amentos di Nasco della Cantina Sardus Pater. Prezzo 14 euro.

Sicilia – Cassata Siciliana 

In Sicilia la regina del pranzo di Pasqua è, indubbiamente, sua maestà la Cassata. Questo squisito dolce è diventato ormai un simbolo della gastronomia Siciliana, oltre che dolce pasquale per eccellenza. La cassata è stata opera del pasticciere palermitano Salvatore Gulì nel ‘800. Si rappresenta come una perfetta sintesi dell’eredità culturale di tutte le dominazioni che si sono avvicendate sull’isola: la ricotta dai romani, il marzapane e lo zucchero di canna dagli arabi e il cioccolato dagli Spagnoli. Da provare con un Passito di Pantelleria Martingana di Salvatore Murana, matrimonio perfetto! Prezzo 55 euro.

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