Cosa succederà al turismo del vino in Italia?

Con “Le Città del Futuro” la cena di gala si fa in streaming
01/07/2020
Azienda agricola Piandaccoli: quando la vite si intreccia con la storia
03/07/2020

Tra nuovi protocolli e digitalizzazione delle cantine, insieme a Nicola D’Auria, Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino facciamo il punto della situazione

14 milioni di accessi, tra escursioni e pernottamenti, e un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro. Questi sono i numeri del Turismo del vino in Italia nell’era pre covid-19. Per capire meglio la situazione di uno dei settori più colpiti dall’attuale stato d’emergenza, abbiamo intervistato Nicola D’Auria, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino. Questa è un’associazione no profit che raggruppa circa 1000 fra le più prestigiose cantine d’Italia, selezionate sulla base della qualità dell’accoglienza enoturistica. Durante l’intervista il presidente ci ha illustrato il panorama dell’enoturismo in Italia “Violentemente colpito dall’emergenza coronavirus – come afferma lui stesso – Nel mondo produttivo c’è grande preoccupazione e timore di un altro lockdown che ovviamente non potremmo sopportare. Ma devo dire c’è anche tanta voglia e determinazione; il mondo contadino è un mondo che combatte, è un mondo abituato a soffrire in silenzio, a rimboccarsi le maniche e ripartire. Quindi, c’è una grande voglia di rimettersi in gioco e ri-decollare cercando di fare tornare i turisti”.

Circa la metà dell’enoturismo in Italia era costituito da stranieri e, naturalmente, vista l’impossibilità di far arrivare turisti nel breve termine, si dovrà puntare sul territorio. Il presidente ha affermato che le regioni più colpite per la mancanza di visite saranno: Toscana, Piemonte, Veneto e Friuli, che avevano una grossa fetta di pubblico forestiero. Riguardo la dimensione dei danni in termini economici e le ripercussioni per le cantine, il presidente ha dichiarato che per ora le conseguenze sono indecifrabili. Inoltre, stima che al momento ci sia più di un miliardo di euro di perdita. Nel 2019 il settore ha denunciato un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro, mentre nel 2020, il fatturato sarà dimezzato nella migliore delle ipotesi. Per quanto riguarda le prospettive di ripresa, il presidente ha dichiarato che il Movimento Turismo del Vino può essere la giusta ripartenza per tutto il comparto turistico: si tratta di un’accoglienza fatta soprattutto all’aperto e pensata per piccoli gruppi. “Siamo stati noi a inventare il turismo del vino 27 anni fa, ed è arrivato il momento di reinventarsi e stabilire dei nuovi protocolli in cantina. A questo proposito, abbiamo creato un tavolo di condivisione con la professoressa Roberta Garibaldi che raggruppa sia i produttori che le associazioni di categoria come il settore dell’enoturismo di tutto il mondo, per cercare di darci delle regole e trovare il miglior modo di gestire questa ripresa e condividere nuove linee guida con le istituzioni”. Un fenomeno interessante delle ultime settimane riguarda le cantine e il loro rapido processo di “digitalizzazione” per poter fare fronte alla situazione. Infatti, chi ancora tra queste realtà non era online, ha provveduto a creare un proprio e-commerce e contestualmente il Movimento Turismo del Vino sta lavorando a un progetto per realizzare il marketplace della loro associazione. “In questo periodo di stand-by delle attività enoturistiche, abbiamo continuato a lavorare per progettare quello che sarà il futuro del nostro settore, curando le attività digitali sul web, la raccolta e lo studio dei dati del recente passato, così da avere nuovo slancio per le attività future, una volta passata l’emergenza”.

Infine, il presidente si è mostrato ottimista e fiducioso sul prossimo autunno e ha parlato addirittura di agosto, mese da cui spera riprenderanno gli eventi in cantina: ad esempio, Cantine Aperte in Vendemmia e Cantine Aperte a San Martino. Basti pensare all’ultima edizione di Cantine Aperte, uno degli appuntamenti annuali più attesi dagli enoturisti, che quest’anno sarà in formato home edition, per la prima volta in 27 anni. Anche questo è un segnale del cambiamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *